Ultimo di sei fratelli, Riziero (questo il suo vero nome) Ortolani nasce a Pesaro il 25 Marzo 1926. Figlio di un appassionato di lirica, viene da subito iniziato alla musica tanto che a quattro anni studia già il violino, ma a otto anni un incidente d’auto gli procura una grave lesione al gomito sinistro ed è costretto a cambiare strumento.

A dodici anni viene iscritto al Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro (dove già il fratello maggiore e una sorella studiavano violino), e lì il giovanissimo “Riz” (come lo chiameranno poi tutti nella vita e nella professione) studia composizione e flauto.

E’ in questo periodo che comincia a maturare anche la passione per la direzione d’orchestra. A diciannove anni si diploma ed entra nell’Orchestra stabile di Pesaro come primo flauto. Tre anni dopo si trasferisce a Roma, dove inizia a lavorare come pianista di pianobar e si unisce ad un gruppo di giovani strumentisti dell’orchestra della RAI.

In virtù dei suoi arrangiamenti innovativi viene presto notato dai dirigenti dell’azienda, i quali gli affidano la direzione dell’orchestra jazz-sinfonica, che gli procura un’immediata popolarità. Nel 1954, firma la sua prima trasmissione come direttore d’orchestra, per il programma radiofonico Occhio magico. Nella seconda metà degli anni ’50 Ortolani si trasferisce e lavora in America.

Nel 1956, a Città del Messico, sposa la cantante italiana Katyna Ranieri che in quel momento sta ottenendo uno strepitoso successo proprio nei paesi d’oltreoceano. La coppia sarà un esempio duraturo di un raro sodalizio di vita e di interessi culturali e professionali, fino alla fine. Nel periodo americano Riz e Katyna abiteranno a Cuba, quindi a Città del Messico, ed infine ad Hollywood. In questo periodo Riz lavora come direttore d’orchestra nei più celebri locali del continente americano, come il Ciro’s di Los Angeles, ed ha così l’opportunità di farsi conoscere ed apprezzare in quel paese.

Rientra in Italia all’inizio degli anni sessanta, ed il 1962 è l’anno della svolta: Ortolani musica infatti uno dei film più discussi del cinema italiano, il documentario Mondo Cane di Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi e Paolo Cavara. La colonna sonora del film ottiene un successo planetario: vince il Grammy Award 1963 come Best Instrumental Theme e la canzone More, tratta dai titoli di testa, viene candidata all’Oscar 1964 come Best Original Song.

Sarà proprio la moglie Katyna Ranieri, in quel momento all’apice della popolarità negli Stati Uniti, ad eseguire il brano nella Notte degli Oscar del 1964, ancora oggi unica cantante italiana invitata ad esibirsi per la cerimonia di consegna delle statuette. More conta oltre mille incisioni da parte dei maggiori artisti del mondo, da Frank Sinatra a Judy Garland, Herb Alpert, Nat King Cole, Doris Day, Connie Francis, Julie London, Bobby Darin,Andy Williams, Brenda Lee tanto per citare i più famosi, con oltre 7 milioni di esecuzioni radiofoniche e oltre 70 milioni di dischi venduti (dati del 2000).

Dopo Mondo Cane è la volta de Il sorpasso, uno dei film più rinomati della nostra cinematografia, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant. A questo segue Flying Clipper, primo film straniero di produzione tedesca prodotto a Monaco di Baviera. Da questo momento si intensificano le collaborazioni con gli Studios americani, presso i quali Riz è già conosciuto. Collabora con le grandi società di produzione di Hollywood, dalla MGM alla United Artists, alla Paramount, alla Columbia Picture alla Embassy Picture, oltre che con registi sia italiani che stranieri di gran nome come Vittorio De Sica, Franco Zeffirelli, Anthony Asquith, Edward Dmytryk, Pasquale Festa Campanile, Alberto Lattuada, Terence Young, Robert Siodmak, Dino Risi.

La United Artists gli chiede di trasferirsi in pianta stabile a Los Angeles ma sia lui che Katyna non vogliono lasciare definitivamente l’Italia e il suo cinema. Sono di questo periodo le grandi produzioni cinematografiche straniere, tra le quali citiamo Maya di John Berry, The Yellow Rolls-Royce di Anthony Asquith (Rex Harrison, Shirley Mc Laine, Alain Delon, Omar Sharif), Anzio di Edward Dmytryk e Duilio Coletti (Robert Mitchum, Robert Ryan)), The Seventh Dawn di Lewis Gilbert (William Holden, Susannah York, Capucine), The Hunting Party di Don Medford (Oliver Reed, Candice Bergen, Gene Hackman), The Valachi Papers di Terence Young (Charles Bronson, Lino Ventura, Jill Ireland), The Glory Guys di Sam Pechinpah (James Caan, Senta Berger).

La seconda candidatura agli Oscar arriverà nel 1971, con Till Love touches your Life, tratto dal western Madron (La valle dei Comanches) diretto da Jerry Hopper. L’importanza e la fama di Riz Ortolani si devono alla qualità e vastità della sua produzione, che si esplica in oltre 250 colonne sonore realizzate per film italiani e stranieri. Particolare menzione meritano il controverso Africa Addio di Jacopetti e Prosperi (1966), I giorni dell’ira di Tonino Valerii (1967), Addio zio Tom sempre di Jacopetti e Prosperi (1971), Fratello Sole Sorella Luna di Franco Zeffirelli (1972) che è ormai diventato un classico continuamente eseguito nelle più svariate cerimonie religiose, Sette orchidee macchiate di rosso di Umberto Lenzi (1972), Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci (1972), e Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato (1980), che hanno avuto ed hanno tuttora straordinario successo musicale e vengono periodicamente reinseriti da molti registi in nuove produzioni cinematografiche oltre che riproposti su diverse piattaforme musicali.

Fra i suoi lavori più recenti troviamo le musiche per la fiction Un Matrimonio, di Pupi Avati, realizzata nel 2013 ed andata in onda agli inizi del 2014 su RaiUno. Quello con il regista bolognese è stato un vero e proprio sodalizio, costellato da una serie di premi prestigiosi. Ortolani firma per lui ben 30 colonne sonore, praticamente tutta la produzione del regista, a partire da Aiutami a sognare (Nastro d’Argento 1981) a Una gita scolastica (Nastro d’Argento 1984), a seguire con Regalo di Natale (David di Donatello 1987), Festa di Laurea (David di Donatello 1986), Ultimo minuto (David di Donatello 1988), Storia di ragazzi e di ragazze (1989), Il testimone dello sposo (1997), Il cuore altrove (2003), La rivincita di Natale (2004), Ma quando arrivano le ragazze? (David di Donatello 2005), La cena per farli conoscere (2006), fino ai film più recenti come Il papà di Giovanna (2008), Il figlio più piccolo e Una sconfinata giovinezza entrambi del 2010, tanto per citarne alcuni.

Anche con Damiano Damiani instaura una grande amicizia; per lui compone le musiche di Confessione di un commissario di polizia al procuratore della repubblica (1971), Girolimoni il mostro di Roma (1972), L’avvertimento (1981) e L’inchiesta (1986).

Nella sua lunga carriera collabora con il regista Tinto Brass scrivendo le musiche per i film Miranda (1985), Capriccio (1987), Paprika (1991), L’uomo che guarda (1994) e Fermoposta Tinto Brass del 1995.

Compositore eclettico, dimostra una straordinaria abilità nel creare temi adatti ad ogni genere, compresi una lunga serie di western tedeschi tra cui Old Shatterhand (1964), famosissimo in Germania; diversi gialli italiani come L’Etrusco uccide ancora di Armando Crispino (1972); commedie brillanti e film di drammatica attualità, come Banditi a Milano di Carlo Lizzani del 1968.

Riz Ortolani possiede una qualità rara e molto peculiare: qualunque sia il genere di film che sta orchestrando, bello, discutibile, toccante, romantico, raccapricciante, epico, Riz in realtà scrive per sé e cerca sempre di dare il meglio. Ecco perché, ad anni di distanza, si scoprono nella sua produzione pezzi meravigliosi, ancora poco conosciuti, e che rivedono la luce e nuova popolarità perché scovati da registi estimatori e profondi conoscitori di cinema.

Adorato da Quentin Tarantino, vede le sue musiche utilizzate in Kill Bill Vol, I (2003), Kill Bill Vol. 2 (2004), Unglorious Bastards (2009) e Django Unchained (2012). Nel 2011 Nicolas Winding Refn dedica una intera sequenza del suo film Drive alla splendida Oh My Love cantata da Katyna Ranieri e tratta da Addio Zio Tom di Jacopetti-Prosperi del 1971. A seguito di questa “rinascita” la canzone ottiene un successo mondiale “postumo” (sarà utilizzata in svariate pubblicità di enorme prestigio, oltre ad essere inserita come motivo di supporto per la nostra pubblicità della boxe delle Olimpiadi del 2012 e nella pubblicità di Sky del 2018. Sono solo alcuni esempi di una enorme produzione di eccezionale qualità, che riserva grandi sorprese per gli appassionati, anche nelle uscite discografiche previste in futuro.

Diversissimi sono i generi musicali nei quali Riz si “diverte” a spaziare, dagli innesti jazz in Le ore nude (1964) di Marco Vicario, al classicismo de La ragazza del bersagliere (1967) di Alessandro Blasetti, al contrappunto per Sette volte donna (1967), commedia ad episodi di Vittorio De Sica; senza dimenticare le ammiccanti note dei film erotici come Scandalo (1976) di Salvatore Samperi e la citata produzione dei film di Tinto Brass.

Oltre al contributo artistico dato al cinema, va ricordato anche quello che Ortolani ha dato alle grandi produzioni televisive internazionali, come la prima stagione di La piovra di Damiani, il Cristoforo Colombo di Lattuada, La primavera di Michelangelo di Jerry London e, ancora più indietro nel tempo, gli sceneggiati “cult” di Anton Giulio Majano come La cittadella (1964), La freccia nera (1969), David Copperfield (1964), E le stelle stanno a guardare (1971), La Fiera delle Vanità (1967).

Eccellente direttore d’orchestra, ha diretto orchestre sinfoniche prestigiose come quelle di Londra, Berlino, Houston, Rio de Janeiro, Mexico City, La Fenice di Venezia, la Sinfonica del Teatro dell’Opera di Roma, il Regio di Torino e la Philharmonique de Montecarlo. Memorabile resta la sua tournée del 1982 in Giappone, insieme alla moglie Katyna, nella quale la coppia si esibì in quindici concerti tenuti nei maggiori teatri del paese, con Riz alla direzione della prestigiosa Pop-Orchestra Sinfonica di Vienna.

Nel 1983 è chiamato a predisporre e dirigere, con l’orchestra del Teatro La Fenice, il Gala Tribute to Ingrid alla Fenice di Venezia: un omaggio ad Ingrid Bergman, una delle più grandi attrici dei nostri tempi, al quale partecipò il Gotha del cinema mondiale di quegli anni (Gina Lollobrigida, Olivia De Havilland, Charlton Heston. Liza Minnellli, Roger Moore, Gregory Peck, tanto per citarne alcuni).

 

Estremamente polivalente nel campo musicale compone, nel 2001, in commemorazione dell’ Olocausto, la sua Sinfonia della memoria, composizione dissonante in quattro movimenti per grande orchestra, sullo stile Bartok – Stravinsky. La Sinfonia viene eseguita in “prima assoluta” il 25 Febbraio 2001 presso il Teatro Rossini di Pesaro, dalla Symphony Orchestra of Bratislava con la direzione di Niels Muus. Nel 2007 crea a Pesaro, insieme alla moglie Katyna Ranieri, la Fondazione Riz Ortolani, per promuovere la musica attraverso borse di studio, seminari, dibattiti, concertistica e mostre. Nello stesso anno nasce la sua OperaMusical, come gli piacerà denominarla, La Congiura (Il Principe della Gioventù), ispirata alla vicenda storica della Congiura de’ Pazzi nella Firenze Rinascimentale. La prima mondiale va in scena al Teatro La Fenice di Venezia il 4 settembre 2007.

Nel 2012 la Fondazione Rossini gli propone di riarrangiare per orchestra alcune composizioni di Rossini create per pianoforte. Sfida che Riz, considerata la responsabilità ed il grande onore della richiesta, accoglie con ragionato entusiasmo profondendovi grandissimo impegno ed estrema dedizione, e creando un originale trittico di poemetti sinfonici, dove mantiene sì lo stile rossiniano, ma non rinuncia alla sua spiccata personalità musicale ed impronta armonica. Nascono così Un petit train de plaisir, Petit valse l’huil de ricin e Un reveil en sursaut, che prendono il nome di Trittico Rossiniano, e che verranno eseguiti per la prima volta dall’Orchestra Rossini di Pesaro in occasione del Concerto di Capodanno del 2015.

Compositore di quasi 300 titoli tra film, documentari e TV-Movie riceve, a Spoleto nel Giugno 2013, il Premio SIAE alla creatività e alla carriera. Sempre nel 2013, ad Ottobre, viene insignito del Lifetime Achievement Award (Premio Internazionale alla Carriera) al Festival Mondiale del Cinema di Ghent, dove ottiene uno straordinario successo personale e viene letteralmente osannato dalla critica giornalistica come “leggenda vivente della musica”. A 87 anni il Maestro si spenge di malattia, dopo lunga convalescenza, il 23 Gennaio 2014 nella sua casa romana. A dispetto di nomi più titolati, è da molti competenti del settore considerato in realtà il più grande dei compositori di musica per film degli ultimi 50 anni.